Alimentazione e cibo nei capolavori etruschi di Bologna

Descrizione

Il Salone X del Museo Archeologico di Bologna racchiude una delle più importanti collezioni italiane di materiali etruschi, ospitando molti capolavori legati al tema dell’alimentazione e del cibo.

Forse l’oggetto più prezioso è la Situla della Certosa, un vaso di lamina bronzea con una serie di raffigurazioni a sbalzo e incisione, relative a festeggiamenti per celebrare il defunto. Quasi come tanti fotogrammi, le rappresentazioni svelano episodi, particolari, suppellettili della quotidianità: una processione con animali destinati al banchetto, un momento del convivio con inservienti che conducono animali e preparano il vino, una scena di aratura e una di caccia.

Veramente particolare è la storia delle due anfore panatenaiche dalla necropoli Arnoaldi: realizzate da officine ateniesi, venivano consegnate, colme d’olio d’oliva, come premio ai vincitori delle Panatenee, una gara sportiva in onore della dea Atena che si teneva ogni quattro anni. Come siano finite in un tomba etrusca non è chiaro, ma certamente è in ragione del loro contenuto: l’olio d’oliva prodotto in Grecia era molto apprezzato e all’epoca veniva molto impiegato per l’igiene personale e per la fabbricazione di unguenti e balsami profumati.

Il bronzetto di sofisticata e artistica fattura dal santuario etrusco di Monte Acuto Ragazza nell’Appennino bolognese, raffigurante una fanciulla che tiene in mano un fiore e un frutto di melograno, testimonia la consuetudine, che non fu solamente etrusca ma di molti altri popoli dell’Italia antica, di onorare gli dei con offerte di cibo e liquidi.