Anfore “Forlimpopoli” e vini romagnoli

Descrizione

“Forum Popilii” viene ricordato nella letteratura storico-archeologica non solo per essere stato uno dei centri maggiori sorti in età romana lungo la via Emilia, ma anche perché presta il suo nome a una particolare classe di anfore che vanno appunto sotto la denominazione di “tipo Forlimpopoli”. Riconoscibili per il caratteristico corpo ovoidale, le anse a nastro e il fondo piano, che li rende immediatamente diversi dalle tipiche anfore munite di puntale, questi contenitori uscivano in gran numero da officine disseminate in vari centri della Romagna. La loro produzione si colloca tra la metà del I sec. e tutto il III sec. d.C. ed è in relazione prevalente con il trasporto di vino. Studi compiuti sulla loro circolazione ne indicano la diffusione, oltre che in vari siti della Romagna, soprattutto lungo le coste dell’Adriatico e nei territori provinciali romani orientali e nordorientali lungo l’area danubiana sino al Mar Nero, ma anche nel Mediterraneo orientale. La loro frequenza è certamente in relazione con una viticoltura rigogliosa e una produzione vinaria abbondante e apprezzata. Gli scrittoni greci e latini (Varrone, Strabone, Columella, Plinio il vecchio) citano assai spesso la feracità dei vigneti e la qualità dei vini in terra di Romagna, ricordando i prodotti delle vicine Ravenna, Faenza, Cesena.