Aristocratici etruschi

Descrizione

Fra i centri emiliano-romagnoli che possono vantare un’origine etrusca c’è sicuramente Modena, di cui conosciamo anche l’antico nome – Mutna – testimoniato da un’iscrizione ritrovata in suolo reggiano. In realtà non è solo la città capoluogo, ma una parte considerevole del territorio modenese a conoscere un intenso popolamento etrusco che lascia evidenti tracce di sé soprattutto fra VI e V sec. a.C. La più significativa testimonianza di una consolidata organizzazione politico-territoriale etrusca è la necropoli della Galassina di Castelvetro (prima metà – fine V sec. a.C.). Vi spiccano due sepolture riferibili a una donna e un uomo, esponenti dell’aristocrazia che deteneva il potere su questo centro collinare legato allo sfruttamento agricolo del territorio e ai traffici commerciali lungo la direttrice pedemontana fra Reno ed Enza. Nella loro suppellettile funeraria numerosi sono gli oggetti riferibili al banchetto e caratterizzanti le sepolture delle persone agiate di estrazione etrusca: un ricco corredo di bronzi (situle, attingitoi, colini, mestoli) legati al consumo del vino, strumenti da gioco e una serie di ceramiche attiche, fra le quali un cratere con scena di kòmos, ossia un corteo festoso di persone ebbre che fanno baldoria e assumono comportamenti licenziosi. Vi sono anche due candelabri bronzei con il puntale terminante in statuette a tutto tondo. Gusci di uova deposti su un piatto rappresentano quel che resta di offerte di cibo ai defunti.