Bologna/Felsina “Princeps Etruriae”

Descrizione

Plinio il Vecchio, una delle più autorevoli fonti latine, ricorda che Felsina, l’antica Bologna di fase etrusca, fu una delle principali città dell’Italia antica, vero e proprio capoluogo della confederazione politica stabilitasi dalla metà del VI sec. a.C. nell’area padana. Di questo passato così rilevante le testimonianze più significative rimangono le necropoli periurbane, soprattutto quelle della Certosa e dei Giardini Margherita. Nei loro corredi è irrinunciabile l’allusione a uno degli aspetti fondamentali dell’ideologia etrusca: il banchetto, indicatore di status e della capacità sociale ed economica del defunto di organizzare momenti conviviali, con protagonista il vino, sia nel mondo terreno che nell’Aldilà.

La Tomba Grande dei Giardini Margherita, la più ricca fra le tombe bolognesi, ne è il perfetto paradigma, a cominciare dalle ceramiche attiche a figure rosse provenienti dagli atelier di Atene. Vi spicca il cratere del Pittore dei Niobidi con scene dalla guerra di Troia, utilizzato per contenere e preparare il vino, mescolato con acqua, spezie, vari aromi e perfino formaggio di capra. Vi sono mestoli e attingitoi per prelevare e dosare i liquidi, un colino per filtrare le impurità, brocche per servire e mescere la preziosa bevanda. Il candelabro e il portafiaccole, così come la mobilia, scomparsa perché in legno, dovevano rendere confortevole l’ambiente in cui il convivio aveva luogo.