Collezioni Comunali d’Arte – Nature morte

Descrizione

Nel Seicento la natura morta, collegata al tema del cibo, ha trovato ampia diffusione presso il collezionismo privato. I pittori hanno realizzato opere nelle quali gli alimenti vengono immortalati come segno di prestigio sociale e per stimolare i sensi, attraverso il realismo.

In questa produzione, riservata alle pareti delle sale da pranzo, si è distinto Pier Francesco Cittadini detto il Milanese, protagonista della natura morta emiliana. Per il duca Francesco I d’Este Cittadini ha riprodotto le quattro stagioni, ora suddivise tra la Galleria Estense di Modena (La Primavera e L’Estate) e le Collezioni Comunali d’Arte di Bologna (L’Autunno e L’Inverno). In queste allegorie vegetali l’artista passa in rassegna con grande esattezza i cibi stagionali che si alternavano durante l’anno sulla tavola: in autunno castagne, azzeruoli, corniole, fichi, limoncelli, mele e mele cotogne, rape, melanzane, nespole, olive, pere, pesche, sorbe, uva e una zucca; in inverno, invece, agli, cardi, cavoli, cipolle, porri, rape, rosmarino, indivia, sedano, lattuga, scorzonera, olivo, mele e mele cotogne, aranci, pere e pigne da pinoli.

Foto di Andrea Scardova.