Culti nella città etrusca e divinità del vino

Descrizione

A Kainua/Marzabotto il culto degli dei, nelle sue diverse espressioni e sfere di competenza, rappresenta un elemento di primo piano della realtà urbana e della sua quotidianità. Oltre all’acropoli, anche l’abitato e le necropoli restituiscono un mosaico di testimonianze che rivelano la ricchezza e la complessità del pantheon etrusco, dove alle divinità locali si assommano culti di matrice esterna e forme di assimilazione fra gli uni e le altre. L’acqua ha un ruolo di grande rilevanza, come documentano, ai margini dell’abitato, il santuario per il culto delle acque e l’area sacra di nord-est.

In una società in cui il banchetto era momento di prestigio sociale, non potevano mancare riferimenti agli dei e agli esseri divini legati al vino, a cominciare dall’etrusco Fufluns, signore del vino e del delirio mistico, spesso raffigurato con una coppa in mano. C’era poi il greco Dioniso, a cui il primo era assimilato, che avevava portato agli uomini la bevanda, propiziatrice del canto e dell’amore, meravigliosa per dimenticare gli affanni. Componenti del corteo che accompagnava la divinità, i sileni e le menadi rappresentavano, infine, l’aspetto festante e orgiastico del consumo del vino.

Foto di Roberto Macrì (Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna) e di Jago Corazza.