Dei e Semidei a tavola

Descrizione

Nell’universo religioso romano, poliedrico e multietnico, non sono poche le divinità e gli esseri semi-divini che in qualche maniera si ricollegano al vino e ai piaceri della tavola.
Non può mancare Dioniso, dalla capigliatura intrecciata con pampini e grappoli di infiorescenze, dio del vino per eccellenza e, come tale, propiziatore dell’ebbrezza e della liberazione della parte più istintuale dell’individuo. Le sue rappresentazioni, anche solo in forma di erma (piccola testa sorgente da un pilastrino), adornavano spesso i triclini o gli spazi aperti dedicati alla convivialità.
La stessa funzione ornamentale potrebbe avere avuto l’Orfeo seduto in atto di suonare la cetra, forse richiamo al costume diffuso fra gli aristocratici di banchettare nei giardini fra animali selvatici ammansiti dalla musica. Un Ercole bevitore, con la tazza a due manici in mano, troneggia al centro del mosaico della prestigiosa dimora di Palazzo Diotallevi. Questo aspetto dell’eroe piacque molto ai Romani, che lo associavano all’idea di una divinità benevola e amante delle delizie della mensa. Dell’elegante servizio da tavola in bronzo custodito in un armadio della stessa lussuosa abitazione faceva parte anche una statuetta di lare, divinità protettrice della casa, che danza alzando un vaso per bere a forma di delfino, simbolo di quel mare che è un tutt’uno con Rimini.