Frutta tra Neoclassico e Romanticismo

Descrizione

Alla fine del Settecento trionfa il gusto per una natura morta utilizzata in funzione di ornamento, sospesa tra indagine naturalistica e allusione simbolica. In età neoclassica, Faenza si dimostrò sensibile a una tematica decorativa che, a partire dall’ultimo quarto del secolo, si era sviluppata in Francia, e da qui in Europa, grazie alla passione botanica dell’imperatrice Josephine.

Fiori e frutti disposti entro vasi e canestri di vimini caratterizzano la natura morta faentina nella quale si distinsero artisti che si erano cimentati con la Fabbrica Ferniani. Tra questi Pietro Piani, che con Giovanni Rivalta, Antonio Liverani e altri fu autore di raffinate tempere nelle quali si ripetono i decori naturalistici eseguiti su maiolica dagli artigiani della manifattura ceramica locale.