I bianchi di Faenza

Descrizione

Ancorché di siffatti vasi e pitture si lavori in tutta Italia, le migliori terre e più belle sono quelle di Castel Durante e di Faenza che per lo più le migliori sono bianchissime e con poche pitture e quelle nel mezzo o intorno, ma vaghe e gentili affatto. (Vite del Vasari)

Una innovativa produzione di maioliche bianche (i cosiddetti “bianchi”) si sviluppa a Faenza dagli anni Quaranta del Cinquecento, diffondendosi in Italia ed Europa: sono rivoluzionari nelle forme, nei decori e per il tipo di smalto utilizzato, più spesso e coprente. I bianchi presentano forme più movimentate e dinamiche rispetto al passato: sinuose, geometriche, traforate o poligonali con ornamenti plastici ottenuti grazie all’uso di stampi. Le saliere sono sorrette da arpie e delfini, i rinfrescatoi hanno piedi zoomorfi, si aggiungono inoltre obelischi nei trionfi da tavola e calamai. I decori sono tendenzialmente sobri e stilizzati, i colori pochi e tenui: giallo, blu e arancio. Amorini, cavalieri, santi ecc. sono appena accennati, interpretati con straordinario virtuosismo esecutivo.