I fratelli Cervi: agricoltura e politica

Descrizione

Alcide Cervi affittò il podere, che ora ospita il museo, nel 1934: era in pessime condizioni, ma aveva le dimensioni giuste per la famiglia.

I Cervi, che erano contadini progressisti e intraprendenti, sperimentarono subito nuove tecniche agronomiche e, in pochi anni, trasformarono i Campi Rossi in una solida azienda agricola. La conoscenza, l’istruzione  e la curiosità rappresentarono uno strumento di emancipazione e di sviluppo dell’attività.

Il trattore Balilla, acquistato nel 1939, divenne uno dei simboli del riscatto sociale e della voglia di crescita della famiglia.

Anche sul piano ideologico e politico avevano idee progressiste e guidate da una forte vocazione alla libertà: ciò li portò presto in contrasto con il regime, attraverso l’antifascismo, la lotta partigiana, fino al martirio della Resistenza.

Dopo la Liberazione la casa divenne luogo di grande valore simbolico per la lotta antifascismo e, per questo, meta del “pellegrinaggio laico” che, nel tempo, ha portato alla fondazione del museo.

Foto di Fabrizio Dell’Aquila.