I giardini di seta

Descrizione

Nei giardini di seta dei paramenti liturgici del Museo Diocesano di Imola maturano i frutti di un cibo spirituale, metafore vegetali ispirate alle Scritture: “In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto” (Giovanni 15:8).

Caratterizzati da un’osservazione naturalistica attenta, i ricami raffigurano specie vegetali ricorrenti nell’alimentazione: melograni, la punica granatum della fertilità e della rinascita; esemplari di prunus domestica, meglio nota come prugna, riferita alla Passione di Cristo; pesche, simboli trinitari in quanto classificate da Plinio (Naturalis Historia) tra i frutti composti da tre parti (frutto, nocciolo con il seme) e qui rappresentati assieme a  grappoli d’uva (il sacrificio eucaristico) e a un pellicano, in una cornucopia allusiva alla fecondità dello Spirito; e ancora fragole, susine, pere, riferite alla dolcezza di Gesù e i cedri che si coltivavano in Israele, simboli di regalità e di conoscenza.