In alto i calici!

Descrizione

Il vetro “cristallo” incolore, leggero e resistente è una delle creazioni più riuscite dell’arte vetraria muranese del Rinascimento. Tipico è il calice del Cinquecento con coppa troncoconica, stelo a balaustro e piede a disco simile a quello che, nel dipinto del Tiarini, Loth regge con la mano sinistra, mentre le figlie si apprestano a ubriacarlo decise a rendersi ree di incesto pur di dare continuità alla stirpe.

Stessa manifattura ed epoca anche per gli altri calici, leggeri ed eleganti come la fiasca dal corpo sferico e schiacciato con sottili applicazioni a fili lisci e ondulati in vetro blu che ricorda le antiche fiasche da pellegrini. Le bottigliette dal corpo troncoconico sono decorate a motivi vegetali incisi, le anse hanno alette crestate di vetro blu e incolore.

Sono del Seicento la lucerna e il cantir fabbricato in Catalogna dove la lavorazione del vetro era stata introdotta da artigiani veneziani. Il cantir è un ‘vaso per bere’ con due becchi opposti e sovrastante manico ad anello: il liquido veniva versato in bocca senza contatto. La forma è tipicamente catalana, le decorazioni sono in vetro blu e incolore.

Foto di Andrea Scardova e Archivio Fotografico Bologna Musei.