La natura morta verso il Settecento

Descrizione

Il fasto delle nature morte di corte e l’opulenza delle dispense dei principi sono gli ingredienti delle due tele di Felice Boselli, provenienti dalla Rocca Sanvitale di Fontanellato dove l’artista eseguì una cinquantina di dipinti a partire dal 1695.

Nei pendents, caratterizzati da un raffinato gusto decorativo, è protagonista una vegetazione in posa, ritratta in plein air e concepita per divertire l’occhio con le forme bizzarre delle zucchine, l’intreccio delle cipolle, lo sfogliarsi dei sedani appassiti e la parata dei frutti e degli alimenti disposti con vivace disordine insieme a suppellettili e ad animali domestici. Nel secondo quadro, pesci, cipolle, meloni, una forma, due pagnotte, si alternano a mele, a un limone, a spighe gettate su un coltello in bilico sul piano d’appoggio e a funghi raccolti in un recipiente di rame.

Le tonalità dorate del “monochrome banketje” olandese dove predominano i colori bruni, e il sapiente gioco delle luci, identifica invece in Peter Claesz l’autore della Tavola imbandita. Nell’opera, realizzata a metà Seicento, si apprezzano la raffinatezza del vasellame e i dettagli dei cibi: il granchio, il pane con il segno dell’appiccatura con un altro pezzo durante la cottura in forno.

Più tarda la piccola natura morta dipinta intorno al 1720 da Pietro Navarra, allievo di van Tamm. Funghi e uva di fine estate evocano il volgere autunnale della stagione, richiamata dalla luce temporalesca e dai riferimenti alla caccia.