La tavola dell’ambasciatore: il Trionfo di Damià Campeny

Descrizione

La consuetudine di ornare il centro della tavola conviviale si diffonde fin dal Rinascimento. Dal Seicento all’Ottocento gli ornamenti diventano complessi e si sviluppano secondo il gusto delle diverse epoche. Nel Seicento i Trionfi da tavola sono spesso realizzati con sviluppo ascendente, ispirati a fontane o pagode cinesi. Nel Settecento i Trionfi si “allungano”: sono composti da un grande vassoio, di solito in marmo, su cui sono poste statuette in porcellana o bronzo dorato, vasi e fruttiere di materiali pregiati.

Il Trionfo di Parma è stato ideato dallo scultore catalano Damià Campeny e realizzato a Roma (dove soggiorna dal 1797 al 1815) tra il 1803 e il 1806 con l’aiuto di artigiani specializzati. Allo scultore viene commissionato per l’Ambasciata di Spagna a Roma da Antonio de Vargas y Laguna ambasciatore presso lo Stato Pontificio. Il Trionfo entra a far parte del patrimonio dei Borbone con passaggi ereditari, in seguito confluisce nel patrimonio d’arte parmense. L’iconografia allude allo scorrere del tempo, l’alternarsi del giorno e della notte (Apollo e Diana), il mutare delle stagioni, la ricchezza dei frutti della terra.