L’Appennino reggiano

Descrizione

“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su Bismantova e ‘n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli”

Dante Alighieri cita la Pietra di Bismantova nel IV canto del Purgatorio della Divina Commedia. Si narra che il Poeta l’abbia visitata realmente nel 1306 durante un suo viaggio verso la Lunigiana e ne abbia tratto ispirazione per la descrizione del monte di questa cantica. Il suo nome potrebbe trarre origine dalla sacralità della pietra per gli antichi, sia etruschi, sia celti. La Petra de Bismanto è nominata per la prima volta in un documento del 1062 e vi era un castello edificatovi sopra dai Bizantini nel V secolo. È situata nel comune di Castenovo Monti ed è ben visibile da tutto l’Appennino reggiano. E’ costellata di castelli, su rupi vulcaniche, appartenuti a Matilde di Canossa, come quello di Rossena. Giovanni Fontanesi aveva una visione originale del paesaggio, maturata alla scuola del vedutismo romano dal vero e finito in studio che, al rientro a Reggio Emilia, diventa sempre più sperimentale e volto a soluzioni di equilibrio tra la luce solare e i colori della natura, che influenzano anche la pittura di Paolo Ferretti.