Museo di San Colombano, Collezione Luigi Ferdinando Tagliavini

Descrizione

Il Complesso restaurato di San Colombano, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, fa parte del circuito museale cittadino Genus Bononiae e ospita dal 2010 la straordinaria collezione di strumenti musicali di Luigi Ferdinando Tagliavini, musicista e studioso bolognese.
La collezione, frutto di oltre cinquant’anni di ricerca, comprende circa 80 strumenti ancora perfettamente funzionanti e abbraccia numerose scuole italiane ed europee lungo un arco cronologico di cinque secoli: dai cimeli cinquecenteschi a strumenti popolari costruiti nel Novecento. Si tratta soprattutto di strumenti a tastiera: dal clavicembalo al pianoforte, dall’organo al clavicordo, con rarità e pezzi unici quali il “cembalo a penne e martelletti” di Giovanni Ferrini (1746) e un cembalo pieghevole del primo Settecento.
Tra le scuole italiane primeggiano quella bolognese e napoletana, ma vi sono anche esemplari di scuola romana e veneziana, mentre è fiorentino uno degli ultimi clavicembali, opera di Vincenzio Sodi (1791-1792).
I più importanti strumenti d’oltralpe provengono dalle capitali europee. Tra questi spiccano una spinetta “all’italiana” del parigino Louis Denis (1681); due pianoforti “a tavolo” costruiti rispettivamente a Londra e Amsterdam nel 1786; un pianoforte “demi-incliné” a cassapanca realizzato a Parigi intorno al 1860 e tre grandi pianoforti a coda, due viennesi (F. Hofmann c. 1800 e M.A. Stein 1833) e uno berlinese (C. Bechstein 1866).
Non mancano strumenti singolari come il “pianoforte a cristallo” di Giuseppe Bisogno (Napoli c. 1860) o il “Dulcitone” in cui sono percossi “diapason a forchetta” (Glasgow, Thomas Matchell, c.1910).
La collezione comprende anche esemplari automatici e a fiato, da un flagioletto seicentesco alle popolari ocarine novecentesche.
Molti strumenti sono impreziositi da pitture di paesaggi e scene mitologiche dovute a importanti artisti italiani o attivi nel nostro paese. La collezione è quindi una preziosa testimonianza della storia musicale dal punto di vista costruttivo ed estetico, come pure della storia dell’arte e dei costumi dell’intera Europa.