Museo in tavola: l’influenza del Vicino Oriente

Descrizione

Il bruciaprofumi, usato nei banchetti per allontanare gli odori delle cucine, è formato da due valve decorate a intrecci geometrici: tralci floreali stilizzati alternati da rosette, che si ispirano a prototipi siriani del Trecento.

Il piatto presenta una decorazione modulare a foglie, nel retro tra foglie stilizzate di felce vi è un’aquila araldica. La tecnica a lustro metallico è complessa, praticata da ceramisti mussulmani viene introdotta in Spagna.

Il paloscio, spada a lama dritta  con un solo filo, era in dotazione alla cavalleria pesante imperiale (Panduri) che difendevano i confini minacciati dai Turchi. Questo è corredato di forchetta e coltello alloggiati nel fodero dell’arma ed è possibile fosse usato a scopi venatori.

Il desco in cuoio, trasportabile, forse era usato durante le campagne militari come mensa nella sontuosa tenda di un pascià ottomano. E’ formato da cuoio inciso, dorato e intarsiato. L’ elegante decorazione ha carattere epigrafico, in particolare al centro: “Giammai nuda di cibi sia la mensa! / Attenta alle delizie sia la mensa!” (dal persiano).

Fotografie dell’Archivio Fotografico SBEAP Ravenna su concessione del MiBACT.