Museo in tavola: oggetti da mensa

Descrizione

L’uso dell’acquamanile, vaso provvisto di beccuccio, manico e bocca per il rifornimento dell’acqua, è diffuso fin dall’antichità per il lavaggio delle mani e si  accompagna a una bacile. Questo esemplare raffigura un quadrupede di forma essenziale e risale al Duecento-Trecento.

Nella prestigiosa collezione di avori figurano i manici di posate il cui uso si diffonde in epoca moderna presso la nobiltà e l’emergente borghesia. Corredi raffinati e riccamente figurati hanno ampia diffusione tra il Seicento e il Settecento, specie nel nord Europa. Questa forchetta è parte di una coppia di posate da portata le cui impugnature raffigurano santi camaldolesi.

Il boccale è notevole sia per le dimensioni che per la complessa iconografia: una adorazione dei pastori nella parte anteriore e due imprese di Ercole ai lati.

Il tagliere da impagliata, il cui uso inizia a fine Quattrocento e primi Cinquecento, era parte di un servizio di 5 pezzi offerto alla puerpera per il primo pasto dopo il parto. Su questo tagliere sono raffigurati Enea e Acate che incontrano Venere nei panni di una cacciatrice.

Fotografie dell’Archivio Fotografico SBEAP Ravenna su concessione del MiBACT.