Reggio Emilia terra d’incontri

Descrizione

Prima dell’avvento dei Romani, Reggio Emilia ha rappresentato un luogo d’incontro tra culture diverse, un crocevia di legami tra popoli come Etruschi, Liguri e Celti. Numerose appaiono, dunque, le testimonianze che documentano l’aprirsi del gruppo etrusco dominante all’arrivo e all’integrazione sociale di stranieri provenienti da altre realtà dell’Italia e dell’Europa antiche.

Anche in territorio reggiano il costume etrusco del banchetto trova riscontri in numerosi ritrovamenti, dal carattere talora eccezionale come il monumentale calderone di bronzo trovato nel greto del Secchia. Elemento superstite di un corredo funerario di rango, è certo in connessione con la cottura di vivande e ricorda l’altrettanto grande “calderone” della necropoli modenese della Galassina e i caldai delle necropoli umbro-romagnole.

Alla preparazione del vino durante il convito “alla greca” fa riferimento anche il colatoio da Servirola San Polo, con profilo di giovane nel manico, attrezzo che entrava in gioco per filtrare la bevanda speziata da servire ai commensali. Nel servizio da vino di Bibbiano la presenza di una borraccia o “fiasca da pellegrino” in lamina di bronzo indica che un individuo di origine celtica si era stanziato in area etrusco-padana assimilando il costume del simposio.

Foto di Carlo Vannini.