Rimini fra terra e mare

Descrizione

Non c’è Rimini senza il mare. Il legame indissolubile fra l’Adriatico e la città, l’unica – come ricorda Strabone (inizi I sec. d.C.) – che avesse un porto e un fiume con lo stesso nome, affonda le sue radici nel tempo. Il tratto di costa alla foce del Marecchia/Ariminus, naturale approdo per la navigazione e i traffici marittimi, vede la presenza umana già diversi secoli prima della fondazione della colonia romana nel 268 a.C.
Le acque marine pescose e popolate di creature viventi, il porto, moderno e funzionale nelle sue strutture, sono alcuni dei soggetti che più volte animano i mosaici delle ricche abitazioni riminesi di Età Imperiale.
Spicca fra tutti il mosaico “delle barche”, fascia musiva di un sontuoso tappeto pavimentale nel triclinio di rappresentanza della dimora di Palazzo Diotallevi. La scena di approdo di un convoglio mercantile all’entrata del porto simboleggia l’attività marinara del padrone di casa, che ai commerci per mare dovette la sua agiatezza. La ricchezza dell’entroterra e lo sviluppo dell’agricoltura a sostegno della città e dei suoi bisogni emergono da molteplici testimonianze archeologiche: ne è un esempio il mosaico della residenza tardoantica di Palazzo Gioia con scena di processione, dove sono raffigurati due cesti ricolmi di pane e di frutta.