Terracotta ingobbiata

Descrizione

Le due scodelle e la ciotola di manifattura modenese, realizzate tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, sono in terracotta ingobbiata, graffita, dipinta e invetriata.

La prima scodella presenta nel cavetto emisferico il profilo di una dama con rosette ai lati e una siepe a graticcio sullo sfondo. Nella seconda scodella la tesa obliqua è decorata con un nastro intrecciato, mentre nel cavetto emisferico è raffigurato un coniglio accovacciato su un prato fiorito e due rosette, iscritto entro una formella polilobata di gusto gotico. La calotta emisferica della piccola ciotola è quasi interamente occupata dalla raffigurazione di un coniglio accovacciato sul solito prato.  

Il termine ingobbio deriva dal francese engober, ossia ricoprire con uno strato di terra. Questa tecnica di copertura e decorazione è applicata alla terracotta e ceramica parzialmente essiccata utilizzando un materiale non trasparente ottenuto da un miscuglio di argille che possono essere rosse o bianche. La tecnica in uso nelle antiche civiltà del Vicino Oriente si diffonde in Italia dal Medioevo attraverso i contatti col mondo bizantino e arabo.

Foto di C. Vannini.