Un banchetto a Troia

Descrizione

“[…] Indi odorosi/Di pingue oliva si sedeano a mensa/Pieni i nappi votando, ed a Minerva/Libando di Lïéo l’almo licore.[…]” Iliade, Libro X

Nei poemi omerici il banchetto ha un ruolo importante. Nei due più antichi e preziosi arazzi dell’Alberoni le storie narrate sono tratte dal Romanzo di Troia, testo medievale ispirato all’Iliade, diffuso nelle corti nord europee dalla fine del Trecento. Uno degli arazzi raffigura un banchetto con Priamo ed Ecuba che festeggiano Elena e Paride giunti a Troia. Le quattro figure regali, due anziani e due giovani, seduti alla tavola imbandita, sono abbigliati secondo la moda in voga nei Paesi Bassi ai primi del Cinquecento. La tavola è imbandita con piatti, coppe, posate e ricoperta con una bella tovaglia. A sinistra dei commensali, su più ripiani, vi è un pregevole vasellame da pompa. Tra le figure che animano la scena si riconosce un servitore nell’atto di portare una coppa lavamani. In primo piano, ad un livello più basso rispetto ai commensali, un suonatore di liuto allieta gli ospiti.