Un villaggio dei primi agricoltori

Descrizione

L’insediamento neolitico di Sant’Andrea di Travo, sorto sulla sponda sinistra del fiume Trebbia, rappresenta ad oggi l’unico caso di conservazione e valorizzazione in loco di strutture archeologiche di così alta antichità organizzate come parco archeologico e museo all’aperto. Qui, scavi condotti a più riprese, hanno riportato in luce i resti di un esteso villaggio dei primi agricoltori databile alla fase finale del Neolitico, negli ultimi secoli del V millennio a.C. Le strutture abitative musealizzate all’aperto sono costituite da due capanne a pianta rettangolare di dimensioni piuttosto estese (15×7 metri) conservate solo a livello delle fondazioni, un muro in pietre e alcuni forni in ciottoli arroventati per la cottura dei cibi. Queste strutture sono state dotate di coperture in legno che ripropongono i volumi originali delle dimore neolitiche. Lo spazio domestico interno ripropone oggetti e azioni riconducibili ad alcune attività quotidiane documentate dai reperti archeologici e paleobotanici: la molitura dei cereali, la cottura dei cibi, la confezione delle stoviglie in ceramica, la filatura e tessitura di fibre vegetali.