Vivere di caccia e raccolta

Descrizione

Per migliaia di anni, durante tutta la preistoria, la sopravvivenza delle comunità umane è strettamente legata alla caccia. Si tratta di una pratica di gruppo, grazie alla quale è possibile affrontare anche gli animali di grande taglia (mammut, rinoceronti, bisonti, cervi giganti) vissuti in Appennino. Con strumenti di pietra sempre più raffinati è possibile far fronte a tutte esigenze quotidiane: la caccia, la macellazione degli animali, la concia delle pelli e il taglio del legno.

La capacità di padroneggiare il fuoco, acquisita intorno a 500.000 anni fa, modifica le abitudini dei gruppi paleolitici, introducendo la cultura della cottura degli alimenti.

Per lungo tempo, l’altra fondamentale fonte di cibo nasce dallo sfruttamento sistematico delle risorse offerte dal mondo vegetale (frutti spontanei, bacche, tuberi, semi, radici) e animale (uova, invertebrati, piccoli mammiferi).

L’invenzione dell’arco, durante il Mesolitico, trasforma la caccia in una pratica individuale a cui si affianca l’uccellagione, eseguita con lacci e trappole. L’invenzione di “armature” per l’arpione e di ami favorisce inoltre la piccola pesca d’acqua dolce.

Illustrazioni di Mauro Cutrona.