Fondazione Magnani Rocca – Mamiano di Traversetolo

Via Fondazione Magnani Rocca, 4
43029 –  Mamiano, Traversetolo (PR)

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“Il gusto per la pittura, per la musica, per la poesia nacque in me non disgiunto. Questo giustifica anche la varietà nei miei interessi culturali e del mio lavoro”, confidava Luigi Magnani allo storico dell’arte Carlo Bertelli.
All’arte, alla musica, alla letteratura Magnani (1906-1984) dedica tutta la vita, integrandole attraverso l’insegnamento universitario, la composizione – è allievo di Alfredo Casella – le conferenze, gli scritti, come quelli su Mozart e Goethe, Schoenberg e Mallarmé, Beethoven, Stendhal, Proust, Mann, Morandi, Dallapiccola.
La musica è un tema ricorrente nelle sale della Villa Magnani Rocca dove il suo proprietario riservava raffinate esecuzioni musicali ad amici e conoscenti quali Eugenio Montale, Cesare Brandi, Leoncillo, Carlo Emilio Gadda. La evocano il fortepiano a coda Johann Fritz (Vienna, 1810 c.), l’Arpa cromatica a corde incrociate Pleyel-G.Lyon (Parigi, fine Ottocento), e i soggetti di alcune delle opere esposte come le pagine di antifonari e corali miniati di epoca medievale, Tromba sulla spiaggia e W Mozart di Filippo De Pisis, Natura morta con strumenti musicali di Gino Severini e quella dell’amico Giorgio Morandi, unica opera emblematicamente eseguita dall’artista su commissione.
Villa Magnani Rocca, con i suoi arredi di gusto impero e le opere che conserva, è specchio fedele degli interessi di Magnani. Situata nella campagna parmense, viene acquistata nel 1941 dal padre Giuseppe, facoltoso imprenditore nel settore lattiero-caseario, appassionato di musica, e dalla madre Eugenia Rocca, donna colta che gli trasmette l’amore per la letteratura e per l’arte.
Magnani vi abita stabilmente dal 1977, decidendone la trasformazione in Fondazione per perpetuare la memoria degli amati genitori e attuarne la volontà di rendere fruibile la collezione da loro stessi avviata e da lui proseguita con sapienza e sensibilità. Alla Sacra Famiglia con quattro Angeli di Pietro di Francesco Orioli, acquistata da Magnani nel 1943, si aggiungono negli anni molti dipinti, sculture e incisioni di autori come Gentile, il Ghirlandaio, Dürer, il Mazzolino, Tiziano, Rubens, Tiepolo, Fűssli, Goya, Canova e, ancora, Monet e Nicolas de Staël, i nuclei di Cézanne e di Morandi.
Nonostante i notevoli cambiamenti avvenuti nella trasformazione museale, quella che fu la “Corte di Mamiano”, conserva ancora il ricordo del raffinato studioso e collezionista che “amava spostare le opere per creare dialoghi inediti tra artisti e forme, luce e materia, spazio e idee”.