Museo Casa Natale Arturo Toscanini – Parma

borgo Rodolfo Tanzi, 13
43125 – Parma

0521 285499

Il 25 marzo 1867 Arturo Toscanini nasce in questa casa situata nel cosiddetto “Oltretorrente”, un tempo Borgo San Giacomo, quartiere popolare, operaio, di carattere fiero e politicamente irrequieto, che amava la musica soprattutto operistica. A questa sua Parma, forte e un po’ ribelle, Toscanini rimane per sempre legato.
La donazione della casa natale nel 1967 da parte dei discendenti al Comune di Parma ha reso possibile la nascita del museo, ricco di documenti storici, immagini e oggetti. Il Museo, profondamente rinnovato nella struttura e nell’allestimento nel 2007, non è solo il pretesto per celebrare la grandezza di un interprete fra i maggiori della nostra storia, ma è anche l’occasione per riflettere sulle ragioni di quella grandezza.
Dopo gli studi alla Regia scuola di Musica di Parma e al Conservatorio di Milano Toscanini è dapprima violoncellista. La folgorante carriera di direttore ha inizio nel 1886 in Brasile, dove viene invitato a sostituire il direttore d’orchestra che aveva abbandonato il podio e dove dirige a memoria, appena diciannovenne, l’Aida di Verdi. Si afferma quindi nei maggiori teatri europei e americani, iniziando nel 1898 il suo rapporto trentennale con il Teatro alla Scala. Direttore al Metropolitan di New York dal 1908, vi rimane fino al 1915, anno del ritorno in Italia. Nel 1928 diventa direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di New York. Antifascista convinto, nel 1931, a Bologna, Toscanini è schiaffeggiato da alcuni facinorosi per essersi rifiutato di dirigere l’inno fascista. Emigra quindi negli Stati Uniti. Nel ’36 inaugura in Israele la neonata Orchestra di Palestina. Nel ’37 la RCA crea per lui a New York un’orchestra destinata a trasmissioni radiofoniche, con le quali le sue interpretazioni attraversano il mondo. Nel 1946 Toscanini rientra in Italia per dirigere il concerto inaugurale della Scala ricostruita dopo i bombardamenti. Seguono molti impegni e progetti, ma la salute precaria lo costringe a lunghi periodi di riposo. Muore il 16 gennaio 1957 nella sua villa di Riverdale, presso New York.
Nelle stanze del museo si susseguono significative immagini, tra le quali molti ritratti pittorici e fotografici, numerosi oggetti personali, rari autografi suoi e degli artisti con i quali collabora – da Verdi a Puccini, a Ravel, a D’Annunzio -, preziosi oggetti d’arte e ricordi di una vita esemplare. Alcuni dei suoi ritratti fotografici più famosi ancora colpiscono l’immaginazione del pubblico e si sono trasformati in icone della direzione d’orchestra e della musica colta in generale. Toscanini rappresenta un’idea di assoluta modernità che deve molto sia al modo di intendere il ruolo e la funzione del direttore, sia al rapporto strettissimo da lui stabilito con i mezzi di comunicazione: dal disco alla radio, dalla carte stampata alla televisione.