Via Emilia tra cibo e archeologia

Via Emilia… Nessuna delle grandi vie romane ha sfidato i millenni con la stessa capacità di tenere insieme le comunità e di comporre in un unico quadro un mosaico di genti e tradizioni diverse, condizionando lo sviluppo delle sedi umane e alimentando una perfetta identificazione fra un tracciato e la terra che le si distende intorno.

L’Emilia-Romagna, dunque, ha un cuore antico come radicate e vitali sono le sue eccellenze di prodotto e le sue vocazioni gastronomiche. Rileggendo pagine di oltre duemila anni fa si scoprono la fecondità dei vigneti e la qualità dei vini locali. S’impara che la suinicoltura, la conservazione della carne e la meravigliosa arte degli insaccati risiedono qui da tempo immemorabile e che questa terra era in grado di alimentare con i suoi prodotti l’intera Roma. Si apprende che l’allevamento del bestiame e i prodotti caseari costituivano una componente fondamentale dell’economia regionale e che già allora erano ben conosciuti squisiti formaggi a pasta molle o dura, fra i quali spiccava l’antenato del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano.

Attraverso il patrimonio dei musei archeologici possiamo oggi rivisitare gli oggetti della vita d’ogni giorno, le cose del lavoro e del commercio, gli usi e costumi della cucina e della tavola, le tradizioni alimentari del passato. Scopriamo così un’affascinante narrazione, pronta a guidarci alla riscoperta di millenarie civiltà del produrre, del bere, del mangiare, come storia e immagine di una terra che fu – e sempre sarà – un tutt’uno con la sua strada.